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AMBITI DI COMPETENZA OSPEDALIERA
DI ODONTOIATRI E CHIRURGHI MAXILLO-FACCIALI:
CONSIDERAZIONI CLINICO-GESTIONALI E IMPLICAZIONI MEDICO-LEGALI 

 Relazione finale 6° Convegno invernale "Memorial Prof. Giuseppe Rossi"
29 gennaio 2010 San Martino di Castrozza (Trento)

 

Anche quest’anno, nella splendida cornice di San Martino di Castrozza (TN), sotto l’egida del SUSO (Sindacato Unitario Specialità Ortodonzia) e con la collaborazione della Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia dell’Università degli Studi di Padova, diretta dalla Prof. Francesca Miotti, si è tenuto  il Convegno Invernale “Memorial Prof. Giuseppe Rossi” del SOOCMFOT (Sodalizio degli Odontoiatri, degli Odontostomatologi e dei Chirurghi Maxillo-Facciali Ospedalieri del Triveneto).

L’incontro, voluto e organizzato come ogni anno grazie al grande impegno del Dott. Antonio Maria Miotti, Direttore della Struttura Operativa Complessa di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Maria della Misericordia di Udine, e giunto ormai alla sesta edizione, si è arricchito della partecipazione del Direttore Generale dell’Azienda ULSS 6 di Vicenza, Dott. Antonio Alessandri e dei Direttori delle Scuole di Specializzazione in Chirurgia Maxillo-Facciale del Veneto e del Friuli Venezia Giulia: il Prof. Giuseppe Ferronato dell’Università di Padova, il Prof. Pier Francesco Nocini dell’Università di Verona ed il Prof. Massimo Politi dell’Università di Udine.
Come consuetudine gli argomenti dibattuti sono stati sviscerati, oltre che sotto il profilo clinico, anche sotto quello medico-legale grazie alla  partecipazione del Prof. Carlo Moreschi della Cattedra di Medicina Legale dell’Università di Udine, del Dott. Alfonso De Maglio, medico legale e Dirigente Medico della SOC Ortopedia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Maria della Misericordia di Udine, e del Dott. Giacomo Mario Flammini, membro della Commissione Medico Legale dell’Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Udine e con il notevolissimo contributo portato dal Dott. Giuseppe Lombardi, Sostituto Procuratore della Repubblica a Trieste.


L’incontro di venerdi 29 gennaio aveva come titolo “Ambiti di competenza ospedaliera di odontoiatri e chirurghi maxillo-facciali: considerazioni clinico-gestionali e implicazioni medico-legali”.
Il Dott. Ernesto Padula, Direttore dell’U.O.di Chirurgia Maxillo-Facciale e Odontostomatologia dell’azienda ULSS 6 di Vicenza, ha tenuto  una esaustiva relazione sulle motivazioni che portano oggi ad interrogarsi sugli ambiti di competenza di medici chirurghi specialisti in odontostomatologia, odontoiatri, chirurghi maxillo-facciali, chirurghi orali. Tale problematica è sentita, sotto il profilo normativo ed organizzativo, non solo in Italia ma anche negli altri Paesi della Comunità Europea.
Il Dott. Padula, con la memoria storica che gli deriva dall’aver ricoperto il ruolo di Presidente e Consigliere della SICMF, ha ripercorso i diversi passaggi che, dall’istituzione del corso di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria e conseguentemente dell’Albo degli Odontoiatri, hanno portato alla interpretazione del Direttore Generale del Ministero del 14 marzo 2008 sulla liceità dell’attività maxillo facciale in ambito implantologico.

Alla relazione del Dott. Padula ha fatto seguito la tavola rotonda, moderata dal dott. Fulvio Campolongo, Direttore dell’U.O. Multizonale di Chirurgia Maxillo-Facciale e di Odontostomatologia dell’Ospedale Santa Chiara di Trento, attuale presidente del SOOCMFOT,
finalizzata alla elaborazione di un documento sulle “considerazioni clinico-gestionali e implicazioni medico-legali” che sarebbero emerse dalla discussione.

Alla tavola rotonda hanno partecipato Gabriella Ceretti, Professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione di Ortognatodonzia dell’Università di Padova, Alfonso De Maglio, medico legale e dirigente medico SOC Ortopedia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria SMM di Udine Giacomo Mario Flammini, membro della Commissione Medico Legale dell’Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Udine, Giuseppe Lombardi, Sostituto Procuratore della Repubblica a Trieste, Carlo Moreschi, dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Udine, Giuliano De Polo, Direttore dell’Unità Operativa di Odontostomatologia dell’Azienda ULSS 8 di Montebelluna (TV), Massimo Politi, Giuseppe Ferronato e Pierfrancesco Nocini, Direttori delle Scuole di Specializzazione in Chirurgia Maxillo-Facciale del Friuli Venezia Giulia e del Veneto.
 
Dalla vivace discussione che ne è scaturita sono emerse alcune considerazioni:
1. la normativa comunitaria e la giurisprudenza della Corte Europea esprimono, in modo inequivocabile, la volontà del legislatore comunitario di distinguere la professione odontoiatrica da quella medica e, quindi, non tanto tra le competenze dell'odontoiatra e quelle del chirurgo maxillo-facciale, bensì quelle dell’odontoiatra nei confronti del laureato in medicina e chirurgia dopo l’entrata in vigore della legge istitutiva del corso di laurea.
2. il parere espresso dal Direttore Generale del Ministero del 14 marzo 2008 faceva riferimento esclusivamente alla “l'implantologia dentale”, quale “metodica di riabilitazione odontoiatrica”. Successivamente il parere è stato “interpretato”, in modo fuorviante, come applicabile a tutta la chirurgia orale.
3. il parere espresso dal Direttore Generale del Ministero non ha alcuna efficacia di norma e non esiste atto normativo che regolamenti l’attività della chirurgia orale, limitandone gli ambiti di competenza ai soli laureati in Odontoiatria.

Tali considerazioni saranno oggetto della elaborazione da parte del SOOCMFOT di un documento sulle “considerazioni clinico-gestionali e implicazioni medico-legali” che sarà inviato al Ministero. Sarà richiesta la definizione di una corretta interpretazione normativa che riconosca l’esistenza di un’area comune tra odontoiatria e chirurgia maxillo-facciale e che vengano individuati, per le due figure professionali, adeguati percorsi formativi anche attraverso la ridefinizione del Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria (CLOPD), del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia e delle Specializzazioni in chirurgia orale e chirurgia maxillo-facciale.

La mattinata di sabato 30 gennaio è stata dedicata alle relazioni magistrali dei cattedratici.
Dopo un’introduzione del Dott. Paolo Picchioni, presidente del SUSO, la seconda giornata del congresso si è aperta con la relazione del Prof. Ferronato intitolata “La gestione funzionale delle malocclusioni su base scheletrica”.
Come illustrato dal cattedratico, per prevenire le recidive post-chirurgiche è fondamentale la valutazione del free-way-space.
Partendo dalla posizione di riposo mandibolare, che il Prof. Ferronato definisce “posizione verticale neuro-muscolare della mandibola”, la presenza di un aumento del free-way-space richiede un riposizionamento in avanti e in basso del mascellare superiore per correggere la classe III scheletrica perché limitarsi ad arretrare la mandibola comporterebbe una diminuzione del free-way-space e quindi una tendenza alla recidiva della classe III con la formazione di morso aperto.
In una classe II open con diminuzione di free-way-space, al contrario, per avere stabilità dopo la correzione chirurgica è fondamentale aumentare lo spazio libero, favorendo il recupero della fisiologica lordosi cervicale e mantenendo lo spazio colonna cervicale-joide.
E’dunque la normalizzazione delle componenti muscolari ed il rispetto dello spazio libero per le vie aeree, e non la fissazione rigida, a stabilizzare il risultato della correzione chirurgica.

Ha fatto seguito la relazione del Prof. Politi “Chirurgia Ortognatica ed articolazione temporo-mandibolare”, che è stata introdotta dal Dott. Paolo Pittoritto,  Presidente Regionale del Friuli Venezia Giulia  e Consigliere Nazionale del SUSO.
Il Prof. Politi ha puntualizzato con una accurata revisione della letteratura i rapporti fra patologia occlusale, dismorfosi dei mascellari e patologia articolare, sottolineando come non esista un’opinione univoca sull’esistenza di una correlazione diretta. Ciononostante si evince dalla letteratura che la correzione della dismorfosi porta ad un miglioramento della sintomatologia dolorosa lamentata dal paziente, quando preesistente, e questo soprattutto per le dismorfosi di classe II o di classe III iperdivergente.
In questi casi è consigliabile, secondo il cattedratico, giungere prima dell’intervento ad una stabilizzazione del quadro sintomatologico che ne limiti il più possibile l’espressione sintomatologica.
Il Prof. Politi ha inoltre illustrato la metodica del risveglio intraoperatorio in analgo-sedazione cosciente che utilizza abitualmente durante gli interventi per posizionare il condilo in modo ottimale nella fossa articolare.
In conclusione il Prof. Politi ha affermato che non esiste una dimostrazione scientifica di maggiore incidenza di problemi articolari nei pazienti con dismorfosi scheletriche dei mascellari, ma che in questi pazienti è ragionevole prevedere che dopo l’intervento chirurgico si verifichi un miglioramento del quadro clinico e sintomatologico.
Il quadro sintomatologico articolare deve essere stabilizzato prima dell’intervento chirurgico e, avendo il tono muscolare, le contrazioni muscolari attive e la propriocezione una grande importanza nell’evidenza clinica della malocclusione, queste devono essere valutate con grande attenzione sia in fase preoperatoria che intraoperatoria.

L’ultimo intervento, intitolato “Procedure ancillari in chirurgia ortognatica” è stato tenuto dal Prof. Pier Francesco Nocini, introdotto dal Dott. De Polo.
Il Prof. Nocini ha portato numerosi esempi della sua grande casistica nei quali, con metodiche poco invasive, ha dimostrato come è possibile modificare l’aspetto del volto del paziente, in associazione o meno ai classici interventi di chirurgia ortognatica.

Le relazioni magistrali dei cattedratici hanno offerto molteplici spunti alla tavola rotonda che è seguita ed a cui hanno partecipato tutti i relatori e i moderatori delle due giornate.
Particolare interesse è stato posto sulle aspettative del paziente, a volte non realistiche, e sull’opportunità di valutare il profilo psicologico dei pazienti che richiedono un intervento di chirurgia ortognatica, nonché sulle implicazioni fra i disordini temporo-mandibolari e le loro eventuali correlazioni con eventuali disturbi in altri distretti.

La mattinata si è conclusa con il passaggio di consegne della Presidenza del SOOCMFOT per il 2010-2012 dal Dott. Fulvio Campolongo al Dott. Giuliano De Polo al quale auguriamo di continuare a perseguire con sempre maggiori successi i traguardi che si prefigge l’associazione.

 
 

 

Articolo ricevuto il 11 febbraio 2010
Pubblicato on line il 1 marzo 2010

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