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RUSSAMENTO - APNEE NOTTURNE

Guida per i pazienti
a cura di:
Dott. Fabio Filiaci, Prof. Claudio Ungari
Commissione Otorinolaringoiatria-Maxillo-Facciale
dell'Associazione Italiana Medici del Sonno

 

DIAGNOSI E TRATTAMENTO DELLA RONCOPATIA (RUSSAMENTO) 

Questo opuscolo è rivolto a tutti quei pazienti che presentano disordini respiratori durante le ore notturne che vanno dal semplice russamento alla conclamata sindrome delle apnee ostruttive. Lo scopo è quello di informare ed aiutare a comprendere un’importante problema, spesso non conosciuto, sia dai pazienti che dagli stessi medici, che colpisce presumibilmente 2.000.000 di pazienti solo in Italia. Di seguito riportiamo alcune delle domande frequentemente rivolteci durante la pratica clinico chirurgica dai pazienti affetti da questo tipo di problema e le relative, per quanto esposte in termini generali , risposte.

 

Cos’è la sindrome delle apnee durante il sonno?

La sindrome delle apnee durante il sonno è una malattia molto seria anche se generalmente poco conosciuta.

Il termine "apnea" identifica un arrresto della respirazione che se si prolunga per 10 secondi o più e, se si ripete per molte volte nel corso della notte di sonno, può comportare rischi importanti per la salute. Perché l'apnea si possa interrompere e il passaggio dell'aria riprendere è necessario che il cervello "si svegli" anche se per pochissimi secondi. Questi microrisvegli spesso non sono avvertiti a livello cosciente ma determinano una frammentazione del sonno (particolarmente della fase REM , quella fase cioè in cui il cervello veramente si riposa).

In una notte il numero di queste apnee può arrivare da 5, a superare le 30 per ogni ora di sonno. Nei momenti fra una apnea e l’altra, quasi sempre, si può avvertire russamento. A causa dei ripetuti micro risvegli, il sonno risulta poco riposante e si accompagna spesso alla pesante sensazione di eccessiva sonnolenza durante le ore diurne.

 

Chi colpisce?

Adulti: La sindrome delle apnee durante il sonno si manifesta in tutte le età e colpisce il 4% degli uomini ed il 2% delle donne. È stato calcolato che circa due milioni di Italiani possano soffrire di questa malattia.

Le persone più a rischio sono coloro che presentano forte russamento notturno, che sono in sovrappeso, che hanno la pressione del sangue alta, aritmie cardiache e che presentano anomalie strutturali a livello del naso o della gola.

Bambini: Per quanto concerne la prevalenza della malattia nella popolazione pediatrica questa è stata stimata intorno al 2% dei bambini tra i quattro ed i cinque anni di vita.

 

Da cosa è causata?

In condizioni normali, i muscoli dilatatori delle vie aeree superiori si contraggono un istante prima del diaframma permettendo la normale respirazione. Tuttavia, durante il sonno, la riduzione dell’attività muscolare comporta un aumento delle resistenze delle vie aeree superiori al flusso di aria. In casi “patologici “ la prima conseguenza di questo aumento delle resistenze è rappresentato, a livello delle prime vie aeree superiori, dal russamento, dovuto alla vibrazione delle strutture molli faringee. In casi estremi le vie aeree superiori, si restringono a tal punto da collassare: compare così l'apnea ostruttiva.

 

Quali sono gli effetti?

Le conseguenze della sindrome delle apnee ostruttive vanno dai disturbi dell'umore al pericolo di vita. Le conseguenze sono dovute al fatto che durante le apnee l'ossigenazione del sangue creando uno stato di "stress" reiterato per gli organi più sensibili allo stato di ossigenazione e cioè cuore e cervello.

E' infatti comune che la sindrome delle apnee durante il sonno si accompagni ad alterazioni della pressione sanguigna (ipertensione) e del battito cardiaco (aritmie). Inoltre i pazienti hanno un rischio maggiore, rispetto alla popolazione normale, di avere importanti conseguenze come infarto cardiaco o ictus cerebrale. A causa dell’eccessiva sonnolenza diurna, che può arrivare a compromettere le normali occupazioni di vita sociale e lavorativa, i pazienti hanno un elevatissimo rischio di incorrere in incidenti automobilistici.

Cenno a parte meritano le importanti conseguenze che possono colpire la popolazione pediatrica come: ipertensione polmonare, cuore polmonare cronico, scarso sviluppo staturo-ponderale, problemi comportamentali, ridotto rendimento scolastico, sonnolenza o irritabilità diurna ed enuresi.

 

Come si riconosce?

I sintomi clinici che aiutano nella diagnosi sono:

• estrema affaticabilità e perdita di ogni energia,

• depressione o irritabilità,

• difficoltà nella concentrazione,

• mal di testa mattutino,

• spesso è presente il riferimento a precedenti incidenti automobilistici.

• sonnolenza con difficoltà a rimanere svegli durante la lettura del giornale o la visione di un film.

Quasi sempre si tratta di russatori, che rendono molto difficile la vita del compagno di letto nelle ore notturne.

 

Che cosa fare?

Sulla base dei riferimenti anamnestici e dei segni clinici fisici, il medico è solitamente in grado di porre sospetto di sindrome delle apnee durante sonno.

La certezza della diagnosi e soprattutto la valutazione della gravità del quadro patologico, necessitano di un esame chiamato polisonnografia. Questa viene effettuata durante tutta la notte e consiste nella registrazione continua e simultanea, attraverso una serie di elettrodi posti sulla cute, di tutti i parametri cardiaci, respiratori, dello stato di ossigenazione del sangue e della attività cerebrale.

 

Com’è possibile curarla?

Terapia con ventilazione notturna (CPAP)

Uno dei trattamenti medici utilizzati è rappresentato dalla ventilazione notturna che, mediante un piccolo ventilatore connesso ad una maschera, crea una pressione positiva nelle vie aeree del paziente, impedendo in tal modo il collasso delle strutture molli e quindi l’ostruzione che è alla base del russamento e dell’OSAS.

Terapia comportamentale

E' molto importante, e nei casi lievi può addirittura risolvere il problema, l’attuazione di un programma dietetico teso al calo ponderale, evitare il consumo di bevande alcoliche prima di coricarsi o l’assunzione di farmaci che possano ridurre il tono muscolare.

Apparecchi ortodontici

Apparecchi dentali che riposizionano la mandibola e spostano in avanti la lingua, si sono dimostrati utili, in casi selezionati, in alcuni pazienti con forme di sindrome delle apnee del sonno di gravità lieve o moderata.

Terapia chirurgica

La terapia chirurgica pianificata sulle caratteristiche anatomo-funzionali personali del paziente, permette di risolvere sia il russamento che gli eventi apnoici andando ad intervenire su quelle strutture anatomiche responsabili dell’ostruzione.

 

Riporto di seguito una tabella generalmente utilizzata per valutare la sonnolenza diurna dei pazienti affetti da OSAS:

EPWORTH SLEEPINEES SCALE

Con che frequenza le capita, nelle seguenti situazioni, di appisolarti o di addormentarti, anziché di sentirti solo stanco? Si fa riferimento alla sua vita abituale. Usi la scala seguente per scegliere il numero più adatto per ogni situazione:

                        0 = mai

                        1 = scarsa probabilità di appisolarsi

                        2 = moderata probabilità di appisolarsi

                        3 = alta probabilità di appisolarsi

Situazione

Probabilità

Stare seduto a leggere

____

Guardare la TV

____

Stare seduto, inattivo, in un luogo pubblico (es: a teatro o ad una riunione)

____

Come passeggero in auto per un’ora senza sosta

____

Stare sdraiato per riposare quando le circostanze lo consentono

____

Stare seduto e conversare con qualcuno

____

Stare seduto tranquillo dopo pranzo (senza aver consumato alcool)

____

In auto quando si è fermi per qualche minuto nel traffico

____

                                                                                                                           Totale:_________

 

◊ 0-10 Normale

10-15 Lieve

15-30 Media

≥ 30 Grave

N.B. La sintomatologia del paziente affetto da OSAS si rende conclamata, generalmente, in quei pazienti che vanno in apnea almeno 20 volte per ora di sonno.


Per ulteriori chiarimenti o delucidazioni è possibile contattare gli autori ai seguenti recapiti:

Dott. Fabio Filiaci
e-mail: fabio.filiaci@tiscali.it

Prof Claudio Ungari
e-mail: claudio.ungari@uniroma1.it