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I Goccles (Glasses for Oral Cancer - Curing Light Exposed - Screening) sono in grado di identificare lesioni tumorali precoci della mucosa orale e di indicarne con precisione i margini. Brevettati dalla Cattolica di Roma, sono stati progettati e realizzati dall'equipe dell'Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-facciale dell' Università Cattolica di Roma, diretta da Sandro Pelo.
Il carcinoma del cavo orale ogni anno in Italia causa circa 3mila decessi. In oltre il 60% dei casi la malattia si scopre quando è già in stadio avanzato e le chance di sopravvivenza sono inferiori al 30%.
«Goccles - spiega Pelo - funziona sfruttando la luce delle lampade fotopolimerizzanti presenti in ogni studio dentistico, provocando il fenomeno dell'autofluorescenza sulla mucosa del cavo orale. Indossando gli occhiali è possibile osservare la riduzione di autofluorescenza provocata dalle cellule tumorali o displasiche grazie a un filtro ottico molto selettivo, che permette di evidenziare i tessuti malati o in procinto di ammalarsi».
«Lo strumento è stato testato su 32 pazienti a rischio tumore, soggetti affetti da displasie e lesioni croniche o precedentemente trattati per carcinoma del cavo orale, forti fumatori e bevitori, pazienti in età avanzata«, spiega Di Nardo. Ogni paziente è stato sottoposto a ispezione tradizionale del cavo orale, seguita da esame dell'autofluorescenza con gli occhiali. I test dimostrano che lo strumento funziona scovando tumori che possono sfuggire alla diagnosi tradizionale.
Per la seconda volta nella storia è stato effettuato a Boston un trapianto completo del voltoUn uomo di 25 anni originario del Texas è divenuto il secondo al mondo a ricevere un trapianto totale di viso. Ad effettuare l'operazione è stato un team di chirurghi dell'ospedale della capitale del Massachussets. Il paziente aveva subito ustioni molto gravi su tutto il volto nel 2008 a causa di una forte scossa elettrica. Per trapiantargli da metà dello scalpo al collo il viso di un donatore, di cui comunque l'uomo non assumerà le sembianze perché le ossa e i muscoli facciali non sono stati toccati, sono state necessarie quindici ore e trenta fra chirurghi, anestesisti e personale sanitario: "Non ci sono state complicazioni - spiega Bohdan Pomahac, uno dei medici - e il paziente sta bene e ci aspettiamo continui miglioramenti".
L'intervento, costato 300.000 dollari, ha coinvolto 30 medici per oltre 15 ore.
L'unico precedente di trapianto totale di viso risale allo scorso anno a Barcellona, mentre nel 2005 in francia c'è stato il primo trapianto parziale, cui hanno fatto seguito diversi altri esempi anche negli Stati Uniti, sempre però su porzioni del volto, fino all'80 per cento.
Approfondisci sul sito del Brigham and Women's Hospital

Da uno studio appena pubblicato sul British Medical Journal si scopre che la matita dell'Ikea è l'ideale per tracciare sulle ossa i segni dei tagli che poi verranno fatti nelle operazioni di chirurgia facciale e del cranio. Molto meglio dei tradizionali pennarelli che venivano usati finora.
L'articolo scritto da Karen Eley, del Nuffield Department of Surgical Sciences dell'università di Oxford e Stephen Watt-Smith del dipartimento di chirurgia maxillofacciale del John Radcliffe Hospital di Oxford mette in evidenza come la matita sia meglio di altri struenti perché non viene lavata via da irrigazioni o dai fluidi che fuoriscono dai tessuti.
L'unico neo è che, con le ripetute sterilizzazione, la matitina Ikea si spacca, ma i chirurghi hanno ovviato a questo problema ricoprendola con una cuffia in silicone. Tuttavia, si domandano alla fine dell'articolo, forse i designer dell'Ikea possono fare qualcosa per ovviare stabilmente a questo piccolo problema.
Articolo full-text sul sito del British Medical Journal:
The IKEA pencil: a surprising find in the NHS
Karen A Eley, research fellow, Nuffield Department of Surgical Sciences, University of Oxford, Oxford
Stephen R Watt-Smith, consultant, Department of Oral and Maxillofacial Surgery, Oxford Radcliffe Hospitals NHS Trust, Oxford
http://www.bmj.com/content/341/bmj.c6595.full?sid=6a3582cb-6091-42f6-878f-7d7c39b3091a
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Conventional Wisdom about Wisdom Teeth Confirmed
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Having wisdom teeth removed during young adulthood not only improves dental and oral health, but may also reduce the chance of illness later in life, according to research from American Association of Oral and Maxillofacial Surgeons (AAOMS), surgeons, and academics.
The evidence-based data confirmed what dentists and health professionals have been telling patients for years: having your wisdom teeth removed while you are young helps you stay healthy. Even when wisdom teeth are not diseased or symptomatic when they come into the oral cavity, their position and location in the mouth makes them difficult to keep clean and supports the accumulation and spread of harmful bacteria which can lead to more serious conditions later in life. Importantly, the local and systemic health implications of asymptomatic wisdom teeth are far broader than previously thought.
Additional key findings include:
“Even if wisdom teeth aren’t causing any immediate problems, it’s likely that people will face complications down the road,” said Dr. Louis K. Rafetto, chair of the AAOMS Task Force on Third Molar Data. “The fact is, extraction is much easier in young adults and research consistently shows that it is a simple way of improving both dental and overall health.”
Despite extensive research published over the past ten years about periodontal disease and other complications resulting from retained wisdom teeth, some healthcare providers still do not recommend this service to their patients.
"It is critical that both patients and healthcare providers fully understand how harmful retaining these wisdom teeth can be,” Dr. Rafetto noted. “Inaction can have serious long-term health consequences, including increased systemic inflammation which can lead to cardiovascular disease and preterm birth.”
More information is available at http://www.aaoms.org/thirdmolars
The first ever mandible (lower jaw) implant surgery through autologous regeneration took place recently at MGM Hospital in Navi Mumbai. It was carried out by Dr Shushrut Vaidya, Oral & Maxillofacial Surgeon, MGM Dental College. This implant was done by reconstruction through regeneration of the patient’s own body tissue with the help of a unique therapy called Ossron. Minakshi Kudekar, a Mumbai resident female patient aged 39 years, was having a 5 x 2 x 1cm defect in her jaw with compromised function and facial deformity. She was diagnosed with Ameloblastic Fibroma. After having consulted Dr Vaidya, he decided to do Ossron, a two staged cell (osteoblast) therapy procedure. As the first step, a biopsy was performed at the hospital. “Autologous cultured cell technology has created a new dimension in tissue engineering and regenerative medicine, which will diminish the burden of risks associated with auto and allografts,” says Dr Satyen Sanghavi, Chief Scientific Officer, Regrow. “Regenerating patient’s own bones would be like giving her an original jaw, thus in future she can fix permanent prosthesis (denture),” said Dr Vaidya. Ameloblastoma is a benign tumor of odontogenic epithelium that commonly appears in the mandible. While these tumours progress slowly, the resulting lesions can cause severe abnormalities of the face and jaw. Additionally, because abnormal cell growth easily infiltrates and destroys surrounding bony tissues, wide surgical excision is required to treat this disorder. Even then, the defect remains permanent and there is no treatment available. Post the biopsy, Dr Vaidya sent the sample of the cell from patient’s body to Cell Processing Centre of Regrow, where it was isolated, differentiated and osteoblasts were cultured for five weeks. Finally, the cultured osteoblasts cells which have the regenerative capability were implanted on the defect site of the patient. Thus, now this implant will start to form new bone growth at the defect area.
Il primo trapianto completo facciale, un intervento eccezionale mai eseguito sino ad ora, è stato effettuato da un ospedale in Spagna.
Lo hanno annunciato i medici dell`Ospedale Universitario Vall d`Hebron di Barcellona guidati da Joan Pere Barret: il primo trapianto al mondo di viso completo, da loro eseguito il 20 marzo ma di cui hanno dato notizia solo ora, ha avuto buon fine ed entro poche settimane l`uomo potrà tornare a parlare e a sorridere.
In un comunicato, l’ospedale ha reso noto che il paziente perse la faccia in un incidente cinque fa: da allora, riusciva a respirare e mangiare attraverso delle cannule. Il Vall d’Hebron ha riferito che fino ad ora erano state effettuate dieci operazioni di trapianto parziale del volto.
Il paziente sottoposto al primo trapianto al mondo di faccia - nei casi precedenti si trattava di trapianti parziali - è un agricoltore di 30 anni. Dal donatore l`uomo ha ricevuto i muscoli del viso, la pelle, il naso, le labbra, la mandibola, i denti, il palato e gli zigomi: l`operazione è durata 24 ore e ha visto avvicendarsi al tavolo operatorio 30 medici.
Il trentenne ha già intravisto il suo nuovo viso: "Il paziente si è guardato allo specchio una settimana dopo l`operazione - racconta Barret -. Si sentiva pronto e ha reagito bene, dicendoci che era soddisfatto del risultato. Il nostro obiettivo è che in poche settimane inizi a parlare, mangiare e sorridere autonomamente". L`uomo ora dovrà rimanere in ospedale sotto stretta osservazione per almeno altri due mesi, per scongiurare gravi reazioni di rigetto.
Il primo trapianto al mondo di una porzione di faccia fu effettuato in Francia nel 2005 su Isabelle Dinoire, sfigurata dal suo cane. Altri interventi parziali sono da allora stati condotti in diverse parti del mondo, dalla Cina agli Stati Uniti. All`operazione del 2008 sull`americana Connie Culp spettava il primato di porzione di viso più grande mai impiantata: primato venuto meno il 20 marzo in Spagna, con il primo trapianto totale.
Le iniezioni di tossina botulinica sono un rimedio efficace per “spianare”le rughe, e probabilmente anche una parte della vita sociale. Secondo una ricerca apparsa sull'autorevole rivista Psychological Science, infatti, l'inespressività del viso di chi si è sottoposto a questo intervento estetico avrebbe l'effetto di allontanare gli altri, specialmente gli amici.
L'espressione del viso è un elemento fondamentale della comunicazione umana, spiega l'autore della ricerca David Havas della University of Wisconsin-Madison, in quanto è ben rappresentativa delle emozioni e dei pensieri elaborati dal cervello. Dopo un intervento di Botox, secondo David Havas, il viso appare più inespressivo, triste o serioso e ciò potrebbe compromettere seriamente la vita sociale, in quanto questa espressione potrebbe essere giudicata dagli altri come totale indifferenza e disinteresse.
Nella loro ricerca, gli autori hanno monitorato la velocità con cui un gruppo di 40 donne reagivano ad alcuni stati emozionali elencati in un foglio, prima e dopo esser state sottoposte a una puntura di botox per “spianare” le rughe. Dai risultati è emerso che, dopo l'intervento estetico, il viso delle donne appariva più corrucciato e inespressivo, e impiegava un tempo maggiore per reagire ad alcune situazioni di vita quotidiana presentate dai ricercatori.
“Bloccare le espressioni facciali diminuisce il grado di emozioni” afferma David Havas, e ciò potrebbe compromettere seriamente i rapporti sociali con gli altri, specialmente nel caso degli amici, che sicuramente preferiscono una sguardo sincero anche se non troppo giovane a un'espressione del viso severa e “distante”, incapace di manifestare emozioni.
Fonte: Rogers L. Friends frozen out as Botox deadens facial expression. The Sunday Times; 11 aprile 2010.
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April is National Facial Protection MonthThe American Association of Oral and Maxillofacial Surgeons (AAOMS) reminds children and adults: As you suit up for outdoor fun this spring, don’t forget to take care of your face. Spring too often brings a flood of patients suffering mouth and facial injuries resulting from sports‐related accidents to doctors’ offices and even emergency rooms. Facial Injury Statistics PostersNational Facial Protection Month |
Firenze, 24 mar. - (Adnkronos)
L'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze e' tra i 12 centri clinici europei del progetto che punta a riparare i difetti ossei mediante le cellule staminali. Presentato alla fine del 2008, il progetto Reborne per la ''Rigenerazione di difetti ossei con nuovi approcci di ingegneria biomedica'' (Regenerating Bone defects using New biomedical Engineering approaches) e' stato accolto dalla Commissione europea nell'area tematica Sanita' del 7° Programma quadro. Lo rende noto un comunicato dello stesso Meyer.
Coordinato da Inserm (Institut National da la Sante' et de la Recherche Me'dicale), questo progetto integrato su larga scala, e' iniziato nel gennaio 2010 con un bilancio di spesa di 12 milioni di euro in 5 anni. Quello osseo e' il tessuto umano trapiantato piu' frequentemente, con circa un milione di procedure l'anno in Europa. I trapianti di tessuto osseo sia autologhi (proveniente dallo stesso organismo) che allogenici (da donatori compatibili) sono usati principalmente nella chirurgia ortopedica o maxillo-faciale, per la ricostruzione di difetti ossei di grandi dimensioni.
Obiettivo di REBORNE e' quello di eseguire studi clinici multicentrici utilizzando biomateriali avanzati e cellule da fonti autologhe o allogeniche. Cinque studi clinici in chirurgia ortopedica e maxillofacciale avranno luogo in 12 centri clinici (tra cui l'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze) distribuiti su 8 paesi europei (Italia, Spagna, Francia, Belgio, Olanda, Norvegia, Germania e Romania). Un grande consorzio di 24 partecipanti, costituito da laboratori all'avanguardia a livello mondiale, piccole e medie imprese produttrici di biomateriali, impianti di produzione di cellule (cell factories) operanti secondo GMP (Norme di Buona Fabbricazione dei medicinali) ed ospedali, collaborera' per raggiungere questi ambiziosi obiettivi clinici.
Haiti - Quando si dice donare un sorriso8 marzo. Si è conclusa, con il ritorno a casa degli ultimi 4 giovani pazienti, la settimana dedicata agli interventi chirurgici maxillo facciali condotta a bordo della portaerei Cavour dai medici della Fondazione Operation Smile Italia, che hanno collaborato con l’equipe medica militare, a favore di 35 haitiani.
La Fondazione Operation Smile Italia, nata nel 2000 e costituita da volontari medici, infermieri e operatori sanitari, realizza missioni umanitarie in 51 Paesi del Mondo, per correggere con interventi di chirurgia plastica ricostruttiva gravi malformazioni facciali come il labbro leporino e la palatoschisi ed esiti di ustioni e traumi.
La felice iniziativa è stata resa possibile grazie alla piena collaborazione tra il Ministero della Difesa, la Marina Militare e la Protezione Civile.
Il Team medico di Operation Smile Italia, composto da 4 chirurghi maxillo-facciali, 4 anestesisti, 1 intesivista pediatrico, 3 infermieri, 1 logista, ha operato utilizzando le sale chirurgiche della portaerei Cavour dove i pazienti sono giunti trasportati dagli elicotteri della Marina Militare.
(ANSAmed) - MADRID, 27 GEN - Dopo 32 ore in sala operatoria, e' terminato alle 5,30 di oggi un trapianto integrale del volto, realizzato nell'ospedale Virgen del Rocio di Siviglia. Si tratta del secondo intervento del genere effettuato in Spagna, nell'ambito del sistema sanitario nazionale. Il trapianto, informano fonti dell'assessorato alla salute dell'Andalusia in un comunicato, e' stato effettuato su un uomo di 30 anni che soffre di una grave malformazione degenerativa del volto. L'operazione, cominciata alle 9 di ieri mattina, e' stata realizzata da una equipe costituita da cinque specialisti in chirurgia plastica, quattro chirurghi maxillo-facciali, un oftalmologo, tre medici internisti, sei infermieri e un anestesista. Complessivamente sono stati impegnati un centinaio di professionisti dei servizi di terapia intensiva, radiologia, immunologia, biochimica, ematologia, microbiologia e di diagnostica e assistenza complementari alla chirurgia. L'ospedale per il momento non fornira' ulteriori dati sull'operazione fino a quando non si conoscera' l'evoluzione dello stato del paziente, e' detto nel comunicato, e solo su criteri strettamenti facoltativi. Il donante, secondo quanto pubblica la pagina web del quotidiano ABC, e' un uomo deceduto in un incidente stradale. Le famiglie del recettore e del donante hanno mantenuto contatti per espresso desiderio della madre della vittima di conoscere l'uomo che ha ricevuto il volto del figlio. Il primo intervento di trapianto facciale in Spagna e' stato realizzato nell'agosto scorso nell'ospedale universitario La Fe di Valenzia, su un uomo di 43 anni che ha ricevuto il volto da un donante di 35 anni, vittima di un incidente stradale. (ANSAmed).
i dettagli sul sito della Sociedad Espanola de Cirugia Oral y Maxilofacial
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